Caro fratello/cara sorella,
Possiamo spiegare questo concetto nel seguente modo:
1)
Ciò che accadde ai profeti uccisi nella storia era destinato a accadere, secondo il disegno eterno. Permettere agli assassini di agire significa permettere a questo disegno di realizzarsi.
2)
Dio ha elevato il grado di alcuni dei suoi profeti conferendo loro il martirio.
3)
Il mondo è un campo di prova per gli esseri umani.
In questa prova, ci saranno sia vincitori che perduti. Queste perdite e questi guadagni sono lasciati alla libera volontà dell’uomo. Per questo motivo, anche se le vittime fossero profeti, Dio non impedisce agli assassini di compiere i loro atti. Questo è un principio di giustizia.
4) La sconfitta e l’uccisione di alcuni profeti,
è generalmente un importante indicatore di un ragionamento solido per gli altri. Pertanto, la situazione dei profeti uccisi costituisce una chiara dimostrazione dell’errore di coloro che, osservando i musulmani sconfitti nel corso del tempo, presumono che essi siano stati ingiusti nella loro professione di fede.
Ormai chi ha buon senso capisce che la vittoria o la sconfitta nel mondo non sono la misura della giustizia o dell’ingiustizia.
L’esito finale appartiene, nell’aldilà, ai compagni di Dio.
Con saluti e preghiere…
L’Islam attraverso le domande