– In una traduzione del versetto 26 della Sura Al-Ma’idah si legge: “Così essi vagarono smarriti sulla terra per quaranta anni, privi di quella terra (la terra santa). Non ti affliggere per un popolo perduto!” In un’altra traduzione dello stesso versetto si legge: “(Nel deserto di Tih) vagarono smarriti. Non ti affliggere per un popolo perduto.”
– Il luogo che ho messo tra parentesi è stato chiamato deserto di Tih nelle traduzioni, partendo dal verbo “yetîhûn”, e così è scritto nelle traduzioni.
– Ad esempio, Elmalılı Hamdi ha affermato che la parola “Tih”, essendo sia un sostantivo che un verbo, l’espressione “restare a Tih” deve essere interpretata in due modi: uno è rimanere stupidi e meravigliati; l’altro è rimanere nel deserto, da cui si capisce perché gli esegeti chiamano quel deserto Tih.
– Nella Torah, il viaggio nel deserto di 40 anni è descritto così (lo riassumo): da Ramses a Succot, da lì a Etam, da lì a Pi-Hahirot, Migdol, e poi nel deserto di Sin, dove non c’era acqua potabile per il popolo, quindi si sono allontanati dal deserto di Sin e si sono fermati a Kibrot-Hattaava, e poi, dopo aver attraversato molti altri luoghi, si sono fermati anche in alcuni deserti vicini.
– Quindi, se non sbaglio, non dicono che abbiano trascorso 39 anni (su 40, di cui 1 anno sul monte Sinai) nel deserto del Sinai (deserto di Tih).
– Osservando le diverse traduzioni del Corano, in alcune si legge che avrebbero vagato continuamente nel deserto di Tih per 39 anni, perché si usa l’espressione “vagheranno in quel luogo”. Altre traduzioni dello stesso versetto, invece, affermano che vagheranno smarriti sulla terra. L’espressione “terra” in realtà include non solo Tih, ma anche i deserti circostanti e altri luoghi.
– Immagino che abbia capito la mia domanda. Non ho capito qual è il punto di vista chiaro della nostra religione su questo argomento: è in disaccordo con gli ebrei su questo punto o è in accordo?
– Quindi, se il versetto si riferisce alla terra, non a un luogo singolo, ma al deserto di Tih, dove vagheranno smarriti, se ho ben capito, contraddiciamo gli ebrei, per questo ho chiesto. Potrebbe valutare la questione?
– La parola “Yetihun”, il versetto, la cronologia del viaggio degli Israeliti, ecc.
Caro fratello/cara sorella,
La traduzione del versetto in questione è la seguente:
“Dio,
‘Allora, quello è il posto’
(terra sacra)
è stato loro vietato per quarant’anni;
(durante questo periodo)
erreranno smarriti sulla terra. Non ti affliggere più per la società decaduta.
ha detto.”
(Maida, 5/26)
– Come menzionato nel versetto
“Yetihune”
effettivo
“Tahe”
è il presente del passato.
Tahe
la parola,
“Rimase sbalordito, mostrò stupore, rimase sbigottito, non sapeva più cosa fare”
significa, tra le altre cose,
Tih
se invece
stupore
significa.
(cfr. el-Meraği, loc. cit.)
Inoltre
“Tih”
la parola,
in cui chiunque vi si aggiri finisce per vagare sconcertato senza raggiungere il suo scopo
DESERTO
significa anche.
(cfr. al-Bikai, al-Meraği, commento al versetto in questione)
– Come riportato nel versetto
“quarant’anni”
Il concetto è stato interpretato in due modi dai commentatori:
a)
“Dio, come punizione, ha proibito ai Giudei di entrare nel luogo sacro (Gerusalemme) per 40 anni.”
(cfr. Taberi, Zemahşeri, Razi, commento al versetto in questione)
Secondo questa versione, gli ebrei non entrarono a Gerusalemme per 40 anni, ma vagarono smarriti sulla terra.
b) “Dio ha proibito ai Giudei di entrare a Gerusalemme (senza specificare un periodo di tempo).”
.
Hanno vissuto nel deserto per 40 anni, in uno stato di stupore.
(cfr. Taberi, Zemahşeri, Razi, ay)
Tra queste due interpretazioni emerge una conclusione diversa.
In primo luogo:
Se ai Giudei era stato proibito di entrare nel luogo sacro (Gerusalemme) per 40 anni, allora non poterono entrare a Gerusalemme/Terra Santa durante questi quarant’anni. Entrarono nella Terra Santa dopo la fine di questo periodo.
In secondo luogo:
Se invece essi vissero nel deserto per quaranta anni in uno stato di smarrimento, allora la maggior parte di quelle persone non poté entrare nella Terra Santa alla fine di quel periodo. Il divieto di entrare nella Terra Santa rimase in vigore. Molto probabilmente la maggior parte di loro morì. Successivamente, furono i loro figli a entrare a Gerusalemme.
(cfr. Zemahşeri, Razi, Beydavi, Şaravi, rispettivamente)
– Secondo la maggior parte degli studiosi islamici, l’estensione di questo deserto di smarrimento è di “6 farsakh (18 miglia)”.
(cfr. Şaravi, loc. cit.).
Con saluti e preghiere…
L’Islam attraverso le domande