Caro fratello/cara sorella,
Queste affermazioni sono dannose e lesive della fede.
Sono parole che possono condurre chi le pronuncia all’abisso.
Tra la gente comune circolano molti detti simili a questo.
“Non si fa niente senza tangenti.”, “Al giorno d’oggi non si fa niente senza interessi.”, “Chi non prende interessi?”
Queste sono solo alcune delle frasi del genere.
Queste generalizzazioni non hanno né fondamento né alcun significato, e non sono supportate da alcuna fonte.
Innanzitutto
bugia, corruzione
e
interesse
comportamenti e abitudini come questi, non importa quanto si diffondano o aumentino, in nessun modo
Il peccato e l’illecito non vengono cancellati.
e non cambia. Perché il peccato è peccato, e il proibito è proibito.
Come regola generale, se Dio proibisce qualcosa, quella cosa è brutta, quindi è proibita e peccaminosa. Se invece Dio comanda qualcosa, quella cosa è bella, meritoria e lecita.
Pertanto, il peccato e la virtù, ciò che è proibito e ciò che è lecito, sono determinati dai divieti e dai comandamenti di Dio.
Per questo motivo, nessun uomo e nessuna forza può abolire il carattere peccaminoso e il divieto di ciò che è proibito.
Se una persona mente sapendo che sta mentendo, commette un peccato e si assume così la responsabilità e la colpa religiosa. Ma se non riconosce la menzogna come tale, non distingue tra verità e menzogna e le considera sullo stesso piano, un giorno arriverà a dire la menzogna come se fosse la verità, ne farà un’abitudine, al punto da non riuscire più a smettere, e diventerà un bugiardo a tutti gli effetti.
Col tempo, inizia a sentirsi a disagio persino con la franchezza e la sincerità.
Infatti, per chi ha sempre parlato la verità, non si è mai discostato dalla rettitudine, ha vissuto una vita retta, considerando la verità un principio vitale, la menzogna è tanto brutta, cattiva e peccaminosa; così, per una persona che ricorre alla menzogna ad ogni occasione, che si avvale della menzogna, che basa la sua vita sulla menzogna e sulla falsità, la verità e la rettitudine sono altrettanto assurde, sbagliate e…
“stupidaggine”
lo considera come.
Dio Onnipotente mette in guardia i credenti dalla menzogna e dalla falsità, e li invita incessantemente alla verità:
“…Guardatevi dal parlare falsamente.”
(Al-Hajj, 22/30)
“O voi che credete, temete Allah e dite il vero.”
(Se non dici bugie e dici la verità)
…Dio raddrizzerà le vostre cose e vi perdonerà i vostri peccati…”
(Al-Ahzab, 33/70-71)
Anche il nostro Profeta (pace e benedizioni su di lui) dà questi consigli essenziali e dice:
“Vi consiglio la veridicità, perché la veridicità conduce alla bontà, e la bontà conduce al Paradiso. Chi dice la verità e cerca la verità, è iscritto come veridico presso Dio. Evitate la menzogna, perché la menzogna conduce alla malvagità, e la malvagità conduce all’Inferno. Chi dice bugie e insegue la menzogna, è iscritto come bugiardo presso Dio.”
(Bukhari, Edeb 69)
“Quando un uomo continua a mentire e a coltivare la sua intenzione di mentire, arriva un momento in cui nel suo cuore appare un punto nero. Poi questo punto cresce e tutto il suo cuore diventa nero come la pece. Infine, viene registrato agli occhi di Dio tra i ‘menzogneri’.”
(Muvatta, Kelam 18)
La rettitudine è l’essenza, il fondamento e lo spirito dell’Islam in toto.
La menzogna è una calunnia contro il potere di Dio. Il discredito, in tutte le sue forme, è una menzogna.
L’ipocrisia è una forma di menzogna pratica.
La lusinga e il comportamento artificiale sono una menzogna meschina. L’ipocrisia e la falsità sono una menzogna dannosa.
Proprio per questo motivo, tra la menzogna e la verità intercorre una distanza infinita, sono lontane come l’est dall’ovest, e non dovrebbero mai mescolarsi come il fuoco e la luce. Infatti, la menzogna è il fondamento dell’infedeltà, il primo segno dell’ipocrisia e della doppiezza.
È la menzogna che distrugge la moralità superiore, è la menzogna che avvelena il mondo islamico. È la menzogna che corrompe il mondo dell’umanità, è la menzogna che arretrà moralmente e spiritualmente le persone.
Bediüzzaman, in forma di domanda e risposta, stabilisce quale atteggiamento debba essere assunto nei confronti della verità e della menzogna, come segue:
“Domanda: Prima di tutto, di cosa abbiamo bisogno?”
Risposta:
Verità.
Domanda: Altro?
Risposta:
Non mentire.
Domanda: E poi?
Risposta:
Sincerità, lealtà, devozione, perseveranza, solidarietà.
Domanda: Perché?
Risposta:
La natura dell’infedeltà
(essenza)
la menzogna è il contrario della fede, mentre la verità è l’essenza della fede…”
(vedi Disputazioni)
Pertanto, considerare la menzogna come qualcosa di banale, trattarla come una parola insignificante, non esitare a mentire, non assumere una posizione decisa contro la menzogna e reagire in modo indifferente è un comportamento che non si addice a un credente.
Chi fa della menzogna un’abitudine, o addirittura sviluppa la cattiva abitudine di non riuscire a fare nulla senza mentire, si trova ad affrontare una grave perdita, ovvero quella di mettere a repentaglio la propria fede e la propria credenza.
L’uomo può sbagliare, peccare, commettere errori, ma non può compiere un’azione che metta a repentaglio la sua fede, come la menzogna.
Come ha detto il nostro Profeta (pace e benedizioni su di lui),
“Un credente può assumere qualsiasi carattere, ma mai la perfidia e la menzogna!”
(Musnad, 5/252)
Questa verità viene espressa in modo ancora più suggestivo in un altro hadit:
Un giorno qualcuno chiese al Profeta: “Un credente può essere un codardo?”
Il nostro Profeta rispose:
“Potrebbe essere.”
Quando gli fu chiesto: “Un credente può essere avaro?”, il Profeta rispose:
“Potrebbe essere.”
disse.Quando gli fu chiesto: “Un credente può mentire?”, il Profeta rispose:
“No, non è possibile.”
disse.
(Suyûtî, Tenviru’l-Havalik, 2/154)
L’hadith indica che fede e menzogna non possono coesistere; se una è presente, l’altra deve necessariamente scomparire.
Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ci insegna, attraverso un esempio, che la fede e la rettitudine sono inseparabili.
Abdullah ibn Sufyan (ra), appartenente alla tribù Sakafi, narra:
Al Profeta Maometto (pace e benedizioni su di lui),
“O Messaggero di Dio, dammi un consiglio sull’Islam, in modo che dopo di te non abbia più bisogno di chiedere nulla a nessuno.”
ho detto.A questo punto, il nostro Profeta,
“Credi in Allah e sii retta/o.”
disse.
(Muslim, fede 13)
L’abitudine alla menzogna, il fatto che la lingua si abitui a mentire senza alcun ritegno, corrompe il cuore, e di conseguenza fa perdere la fede e, infine, il paradiso. Come affermato nell’hadit.
“La fede di un uomo non sarà giusta finché il suo cuore non sarà giusto; il suo cuore non sarà giusto finché la sua lingua non dirà la verità. Un uomo non entrerà in paradiso finché il suo vicino non sarà sicuro che egli non gli faccia del male…”
‘
(et-Tergib ve’t-Terhib, 3:353)
Infatti, chi si abitua alla menzogna ha scalfito la fiducia delle persone in sé stesso, le ha ingannate e le ha tradite. Il nostro Profeta indica anche questo pericoloso stato di cose:
“Quanto è grande il tradimento quando, pur sapendo che il tuo fratello musulmano ti sta dicendo la verità e ti sta facendo fiducia, tu gli menti.”
(Abu Dawud, Edeb 79)
Da questo punto di vista, a qualsiasi costo, anche se dovessimo subire perdite economiche o sapessimo che ci aspetta un pericolo, non dovremmo permettere che le bugie entrino nel nostro quartiere.
L’avvertimento del nostro Profeta (pace e benedizioni su di lui) su questo argomento ha un’importanza fondamentale:
“Anche se vedete il pericolo nella verità, non abbandonate la verità. Poiché la salvezza sta solo in essa.”
(at-Tergib wa-t-Terhib, 3/590)
Per questo, invocando le circostanze, il momento e le condizioni ambientali, scusandosi con problemi economici, rifugiandosi nelle difficoltà di sussistenza.
“non dare importanza alla bugia”
Non dovremmo imitarla, né dovremmo permetterle di contaminare la nostra lingua in alcun modo.
Con saluti e preghiere…
L’Islam attraverso le domande