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Come sapete, i ‘derivati’ sono mercati derivati; è lecito investire in questi derivati, ovvero in un indice di una qualsiasi borsa?
– In questo mercato è possibile operare purificandosi da guadagni illeciti, come quelli derivanti da operazioni ad interesse o da attività illegali, come quelle che compiono le aziende che compaiono nell’indice. In altre parole, possiamo distribuire i profitti di quelle aziende o non percepirli come interesse durante queste operazioni, e questo…
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Se si evitano altre condizioni non halal, come ad esempio, è lecito ottenere profitti? In altre parole, il solo fatto che sia un derivato lo rende haram nell’investimento sugli indici? Se il commercio occidentale non è lecito perché si riferisce ai derivati, quali sono esattamente le aree di sovrapposizione?
– Per quanto ne so, nelle operazioni di vendita allo scoperto, trarre profitto da qualcosa senza il permesso del proprietario è haram, anche se poi viene rimborsato. A cosa corrisponde questo nei mercati azionari o finanziari? Secondo me, se in questi mercati è possibile vendere allo scoperto e gli individui partecipano consapevolmente a queste operazioni, non si potrebbe dedurre che, in realtà, acconsentono al prestito delle proprie azioni ad altri individui senza un permesso immediato? In fin dei conti, queste operazioni esistono in questi mercati, e noi partecipiamo consapevolmente, sia che si tratti di prestare o di prendere in prestito.
Caro fratello/cara sorella,
I prodotti acquistati e venduti in borsa si suddividono in due categorie:
1.
Come le azioni di un’azienda che produce mobili, che produce concentrato di pomodoro, che produce olio… quelle che sono halal e legittime.
2.
Sono considerati haram (illeciti) i prodotti di aziende come distillerie di vino, banche, aziende di allevamento di suini e obbligazioni.
Solo quelli appartenenti al primo gruppo possono essere legittimamente acquistati e venduti…
Con saluti e preghiere…
L’Islam attraverso le domande