Cosa si può fare in caso di disprezzo nei confronti dei possessori del Corano?

Dettagli della domanda


– Il fatto che grandi personalità che hanno dedicato la loro vita alla conoscenza vengano descritte in modo superficiale e sminuito nei blog è probabilmente uno dei segni della fine dei tempi, e purtroppo, invece di diminuire, questo fenomeno sta crescendo, raffreddando l’interesse dei giovani verso queste discipline, e così si verificherà la profezia della fine dei tempi, secondo cui le scienze islamiche scompariranno. Non c’è dubbio.

– Ma purtroppo non riesco a controllare la mia natura e, anche se a volte cerco di ignorare uno o due articoli, i continui articoli pieni di ignoranza ma ricchi di parole ornate mi infastidiscono, mi demoralizzano e influiscono negativamente sul mio amore per il culto.

– La mia non è tanto una domanda, quanto un sfogo, ma se potessi dirmi qualche cosa, forse mi sentirei meglio.

Risposta

Caro fratello/cara sorella,


Una delle ragioni per cui nel Corano vengono raccontate le storie dei profeti è:

Questo perché, nel corso dei secoli, i credenti in ogni società, fino al giorno del giudizio, subiranno sofferenze simili a quelle che hanno subito sia i profeti che i loro compagni fedeli.

Non ci sono più profeti e non ne arriveranno altri fino alla fine del mondo.

Ma noi abbiamo il Corano, la cui legge è valida fino al giorno del giudizio, e la Sunna del Profeta Maometto (pace e benedizioni su di lui), e abbiamo il dovere di trasmettere l’Islam, come è stato imposto a ogni credente.

Senza voler fare un paragone improprio, ma in realtà, in spirito, il nostro Profeta (pace e benedizioni su di lui) è sempre al nostro fianco, insegnandoci e guidandoci attraverso il Corano e la Sunna.

E noi, nella misura in cui ci sforziamo di essere degni di lui,

“Il mio Dio è Allah!”

Ogni volta che si dice questo, ogni volta che ci si attiene ai comandamenti dell’Islam, i politeisti, i ipocriti, gli infedeli, gli ebrei, i cristiani, chiunque sia, mordono le unghie dalla rabbia e immediatamente assumono una posizione di sminuizione nei confronti dei credenti, poi diventano aggressivi, a volte arrivano a insultare e, quando possono, a usare la violenza.

Infatti, il Corano, nel versetto 119 della Surah Al-Imran, dice, in sostanza:



“Voi siete coloro che li amate, mentre essi non vi amano, pur credendo in tutti i libri. Quando vi incontrano, dicono: ‘Crediamo!’ Ma quando sono soli, mordono le dita dalla rabbia verso di voi…”

È sempre stato così, è così e sarà sempre così, così vuole il destino.

Proprio per questo Dio Onnipotente, nel Corano, ci ordina di avere come amici solo i credenti. Vieta di stringere amicizia con infedeli, politeisti, ipocriti, ebrei, cristiani, eccetto che per una comunicazione necessaria. Anzi, nel versetto 23 della Sura At-Tawbah si legge, in traduzione:



“O voi che credete! Non prendete come amici né i vostri padri né i vostri fratelli, se essi preferiscono l’infedeltà alla fede. Chiunque di voi li prenda come amici in tale stato, sarà tra i più ingiusti.”


E allora, cosa facciamo?

Sia nella società in cui viviamo, sia nel mondo globalizzato, si prendono gioco dei credenti, che costituiscono un quinto della popolazione mondiale, li umiliano e li sminuiscono…

Ecco il privilegio di essere credenti: non accontentiamoci di dire semplicemente “sono musulmano” o di limitarci alla preghiera. Forse il nostro compito principale è quello di comprendere, nel corso della nostra vita, le verità della fede, interiorizzandole gradualmente, e di impegnarci costantemente in questo cammino, progredendo così verso una fede autentica.

Un credente che ha intrapreso e continua a intraprendere il cammino della fede autentica, sa che questo mondo è transitorio e vive ogni istante con questa consapevolezza, contemplando i nomi e le qualità di Dio in ogni cosa, e così la sua fede si rafforza.

Ecco chi è consapevole e cosciente di questo.


credente

Bisogna essere pazienti e comprensivi, tolleranti e pieni di compassione, pensando al terribile destino che attende l’altro, e dimostrare in ogni occasione, con il proprio comportamento e con le parole, quale onore l’Islam conferisce all’uomo, affinché ciò possa contribuire alla sua conversione.

Pensateci, la maggior parte di coloro che leggono questo testo probabilmente non vedranno la seconda metà del XXI secolo, e quasi tutti non arriveranno mai al XXII secolo. Allora, cos’è la lite, cos’è il conflitto, cos’è che non riescono a capire dell’Islam?…

Ecco perché i credenti sanno che questi ignoranti, perfino incivili e fanatici, che sono arrabbiati con l’Islam, hanno fatto dei loro intelletti, che hanno consegnato alla loro natura inferiore, dei falsi dei, diventando così politeisti e, di conseguenza, giocattoli di Satana. Se solo aprissero un po’ le porte dei loro cuori, l’interno si riempirebbe di luce e le eresie, che puzzano come pus, scomparerebbero.


La guida viene da Dio…

Ma Lui ha un prerequisito fondamentale: dobbiamo essere noi a spalancare la porta per primi.

Ecco perché, invece di reagire con rabbia e ricambiare allo stesso modo a queste persone che hanno ferito la nostra anima,

Dobbiamo sforzarci di aprire le porte dei loro cuori e di essere strumenti per la loro illuminazione.

Così come un medico cura il suo paziente;

“Sei malato, sei un uomo così irresponsabile, vattene dai miei piedi!”

non dovremmo rimproverarli e allontanarli, ma dovremmo sforzarci di aiutarli, con gli insegnamenti del nostro Profeta (pace e benedizioni su di lui), a guidare queste persone bisognose e con anime malate verso la retta via.

Come si legge anche nel Corano, nel versetto 159 di Al-i Imran:



“È per la misericordia di Dio che tu sei stato clemente con loro. Se fossi stato duro e severo, si sarebbero sicuramente allontanati da te. Perciò perdona loro e chiedi perdono per loro…”

E come Dio Onnipotente ha detto a Mosè (pace sia con lui) e ad Aronne (pace sia con lui) nei versetti 43-44 di Taha, il cui significato è:



“Andate da Faraone; egli è certamente un tiranno. Ma parlategli con parole miti, forse si ravvederà o temerà Dio.”

Ecco due versetti che confortano noi e tutti i credenti:



“O voi che credete! Chiunque di voi rinneghi la fede…”

(sappia che)

Dio è umile nei confronti dei credenti che Egli ama e che amano Lui.

(compassionevole),

porterà a una società onorata e forte contro gli infedeli.

(Questi)

Essi combattono per la causa di Dio e non temono la disapprovazione di chiunque.



(non si preoccupano delle critiche di nessuno).



Questo è un dono di Dio, che Egli concede a chi vuole. Il dono e la conoscenza di Dio sono ampi.





(Al-Maida, 5/54)



“Non scoraggiatevi, non disperate. Se avete fede, voi sarete i vincitori.”



(Al-i İmran, 3/139)


Non dimentichiamoci di recitare la Surah Inshirah anche quando ci sentiamo angosciati.


Per ulteriori informazioni, clicca qui:


– Quale era il metodo di predicazione e di esortazione del nostro Profeta?

– Jihad spirituale.


Con saluti e preghiere…

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